L'editoriale

2013… l’anno della speranza

Salvatore Soresi

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Negli ultimi anni coloro che si occupano di orientamento si stavano abituando all'idea che per il lavoro e l'orientamento stessero per iniziare anni bui a causa della crisi economica che interessava ed interessa ancora tanti paesi. Anche alcuni di noi della SIO, e anche io nelle pagine di questa nostra newsletter, a più riprese abbiamo fatto riferimento al fatto che "il futuro non è più quello di una volta", che il lavoro "da diritto per tutti si stava trasformando in privilegio per pochi" e che alla crisi del lavoro non poteva non seguire anche quella degli operatori che si occupano di scelte e di progettazioni professionali.
Per noi del LaRIOS e dell'International Hope Research Team il 2013 è stato invece l'anno della speranza, sia perché abbiamo dedicato ad essa i nostri più consistenti sforzi di ricerca, sia perché ci siamo trovati massicciamente impegnati nell'organizzazione di quel Congresso internazionale che è stata da molti definita la più eccitante Conference in materia di orientamento e di counseling del 2013.

Al LaRIOS abbiamo incominciato a pensare intensamente a quei giorni circa due anni fa...già all'interno dei lavori della Conference che si era tenuta a Padova nel settembre del 2011.

In quell'occasione importanti studiosi del decision making e del life designing, si erano trovati d'accordo nel ritenere che in epoche di marcata incertezza come quelle che stavamo e stiamo ancora vivendo, sarebbe stato necessario ripensare ai nostri modelli teorici e alle nostre pratiche professionali, e che dovevamo dedicarci maggiormente alla promozione del benessere e della qualità della vita delle persone più esposte agli effetti deleteri che la crisi stava provocando in diverse parti del mondo.

Da allora le cose, in molti paesi, invece di migliorare sono decisamente peggiorate e sono state nettamente sconfermate le previsioni di coloro che, a volte superficialmente, altre in mala fede, ritenevano che si sarebbe trattato di una crisi passeggera, momentanea, apparente.
In tutto questo a farne le spese sono stati soprattutto coloro che per ragioni socioeconomiche vivono ai margini delle nostre società e, in particolare, le nuove generazioni che sembrano nutrire poche certezze, molte paure ed intense preoccupazioni nei confronti di un futuro che, come ci eravamo detti a Padova un paio di anni fa, decisamente non è più quello di una volta, non è più ricco di promesse e di prospettive attraenti.
In epoche come queste tutti sono chiamati a fare la loro parte: i politici in primo luogo, ma anche coloro che si occupano di lavoro, di mercato, di servizi sociali, di promozione del benessere e anche noi che, essenzialmente, ci occupiamo di come aiutare le persone a scegliere e a progettare il loro futuro perché... se il futuro non è più quello di una volta, se c'è la crisi del lavoro... è in crisi anche il lavoro di coloro che da un punto di vista professionale si occupano di futuro e di lavoro.

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